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Riso basmati all’orientale.. a modo mio..!

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Voglia di qualcosa di .. vagamente orientale ..

Ingredienti

Per 4 persone

6 pugni di riso basmati

2 fettine di petto di pollo o gamberi

Due scalogni e uno spicchio d’aglio

4 zucchine piccole

2 carote

Una manciata di uvetta e una di mandorle

Facoltativi : pisellini novelli

Olio evo

Sale e pepe

Cumino dei prati per il tocco orientale e opzionale soya dolce

Preparazione

Lavare 2 volte il riso e cuocerlo in acqua bollente non salata

Cuocere le fettine di pollo in padella con un filo d’olio o nel caso dei gamberi potete o cuocerli brevemente in un filo d’olio o aggiungerli alla fine perchè si cuociono in pochi minuti

Se avete deciso per i pisellini una volta cotta la carne unite i piselli coprite e fateli cuocere a fuoco basso

Affettate le carote e le zucchine con la grattugia a fori larghi, affettare scalogno e aglio e cuocerli in padella con 3 cucchiai d’olio

Aggiungere la carne o i gamberi , salare e pepare, aggiungere il cumino dei prati e per finire scolare il riso e ripassare tutto assieme in padella

Potete aggiungere la soya una volta nel piatto

Spaghetti allo scoglio: Ricetta e segreti con foto passo passo

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320 gr di spaghetti o linguine di ottima qualità ( io pasta di gragnano)
1 kg di vongole
1 kg di cozze
300 gr di calamari
300 gr di gamberi o mazzancolle
7 – 8 scampi (facoltativo)
150 gr di pomodorini ciliegina
2 spicchi d’aglio
olio exgtravergine
1 tazzina di vino bianco secco
prezzemolo fresco
sale
— Leggi su www.tavolartegusto.it/ricetta/spaghetti-allo-scoglio/amp/

Spurgate le vongole lasciandole a bagno in acqua e sale e pulite le cozze

Infine pulite i calamari, eliminando l’osso interno, la pelle esterna e affettate ad anelli:

Fate aprire cozze e vongole in una padella sul fuoco per 4-5 minuti poi sbucciate nella metà lasciando quelle più grosse con il guscio

Filtrate l’acqua di mare perfettamente: prima con un colino a fori stretti, se necessario, con un fazzoletto, per evitare granelli di sabbia.

In una padella molto ampia (dove poi andrete a realizzare il sugo)aggiungete 2 cucchiai di olio, gamberi e scampi, fate cuocere a fuoco lento con coperchio per 5 minuti.

Lasciate raffreddare, come vedrete si sarà formato un gustoso sughetto arancione, un prezioso fondo di cottura che andrà ad insaporire i vostri spaghetti allo scoglio! Sgusciate i gamberi e gli scampi, facendo colare il sughetto contenente nelle teste e nella carcassa, direttamente nella padella.

Mettete da parte i crostacei sgusciati.

Sugo allo scoglio

Nella padella con il sughetto dei crostacei, aggiungete 2 cucchiai di olio, gli spicchi di aglio sgusciati e leggermente schiacciati. Fate soffriggere 1 minuto, aggiungete gli anelli di calamari e una manciata di prezzemolo fresco tritato. Fate cuocere a fuoco medio per 5 minuti con coperchio; scoprite, sfumate con vino bianco a fiamma vivace fino ad asciugare il liquido.

Infine aggiungete i pomodorini, fate saltare a fuoco vivace per 2 minuti, aggiungete quindi i crostacei, fate insaporire 1 minuto, infine aggiungete i frutti di mare (tutti, quelli sgusciati e con con conchiglia) un’altra manciata di prezzemolo e l’acqua filtrata di cozze e vongole. Coprite con coperchio e fate cuocere il sugo ai frutti di mare a fuoco molto basso per massimo 10 minuti. Scoprite e lasciate rapprendere il sughetto, che deve risultare denso, semi liquido:

Eliminate dalla padella pomodorini e frutti di mare, ponendo tutto da parte in un piatto.

Fate bollire acqua, calate la pasta e tiratela fuori la metà del tempo indicato sulla confezione, dev’essere dura.

https://www.tavolartegusto.it/ricetta/spaghetti-allo-scoglio/amp/

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Paccheri

Brioche rustica altissima, spiegata passo passo. – Le Ricette di Marci 13

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Brioche rustica altissima, spiegata passo dopo passo. Morbidissima e di sicuro successo, è ideale in occasione di pranzi, cene e ricorrenze.
— Leggi su blog.giallozafferano.it/lericettedimarci13/brioche-rustica-altissima-spiegata-passo-passo/amp/

Baccalà mantecato alla veneziana su sfoglie di polenta

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Un antipasto sfizioso per la cena della Vigilia ( ma valido tutto l’anno)

  • filetto di baccalà ammollato da circa 800-900 g
  • Olio extra vergine di oliva (un bicchiere circa)
  • Latte (un bicchiere circa)
  • Prezzemolo tritato
  • 1 spicchio d’aglio
  • (Sale)
  • Pepe

Per la sfoglia di polenta:

  • 150 g di polenta di mais a rapida cottura
  • 600 g di acqua
  • Una presa di sale

Per decorare: olive di Taggia in salamoia o sott’olio, prezzemolo o erba cipollina

Acquistate del baccalà (stoccafisso) già ammollato. Sciacquatelo ancora una volta e immergetelo in una pentola con dell’acqua fredda; inserite in pentola anche un bicchiere di latte intero. Cuocete il baccalà per almeno 25 minuti a fuoco medio, fino a che non sarà morbido e tenderà a sfaldarsi.

Scolatelo e trasferitelo su un piatto o tagliere; quindi eliminate la pelle e tutte le lische residue con una pinzetta da pesce, poi raccogliete la sua polpa in una ciotola.

Schiacciatevi l’aglio e tritate poco prezzemolo. Cominciate a mantecare il baccalà con l’olio extra vergine a filo, girando continuamente con un cucchiaio in legno o, ancora meglio, con una planetaria con gancio a foglia fino a quando non otterrete un composto denso e corposo. Aggiustate di sale e pepe e tenete da parte.

Cuocete la polenta in abbondante acqua salata, lasciandola piuttosto liquida. Con l’aiuto di una spatola in silicone, stendetela su una teglia rettangolare foderata con carta forno, senza olio. Lo strato di polenta dovrà essere piuttosto sottile e uniforme. Cuocete quindi la polenta in forno a 180 gradi, meglio se ventilato, per 15-20 minuti. Dopo di che, staccate la sfoglia di polenta dalla carta forno e fatela essiccare anche dall’altro lato per circa 5-10 minuti alla stessa temperatura. La sfoglia di polenta sarà pronta quando avrà assunto la consistenza e la croccantezza tipiche del pane carasau.

Spezzettate con le mani la sfoglia di polenta ricavando delle chips irregolari, quindi prelevate un cucchiaino di baccalà mantecato alla veneziana e posizionatelo sulla sfoglia di polenta. Per un risultato più curato, potete realizzare delle piccole quenelles con l’aiuto di due cucchiaini. Decorate con erbe aromatiche (se desiderate un effetto più omogeneo potete anche ometterle) e olive di Taggia e servite. Se vi piace l’idea, potete portare a tavola il baccalà in una ciotola unica e servirlo con le chips di polenta a fianco, come fossero tortillas.

Baccalà mantecato alla veneziana su sfoglia di polenta

I tortellini di Pellegrino Artusi

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9. TORTELLINI ALLA BOLOGNESE

Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza, ché se la merita. È un modo di cucinare un po’ grave, se vogliamo, perché il clima così richiede; ma succulento, di buon gusto e salubre, tanto è vero che colà le longevità di ottanta e novant’anni sono più comuni che altrove. I seguenti tortellini, benché più semplici e meno dispendiosi degli antecedenti, non sono per bontà inferiori, e ve ne convincerete alla prova.

  • Prosciutto grasso e magro, grammi 30.
  • Mortadella di Bologna, grammi 20.
  • Midollo di bue, grammi 60.
  • Parmigiano grattato, grammi 60.
  • Uova, n. 1.
  • Odore di noce moscata.
  • Sale e pepe, niente.

Tritate ben fini colla lunetta il prosciutto e la mortadella, tritate egualmente il midollo senza disfarlo al fuoco, aggiungetelo agli altri ingredienti ed intridete il tutto coll’uovo mescolando bene. Si chiudono nella sfoglia d’uovo come gli altri, tagliandola col piccolo stampo del n. 8. Non patiscono conservandoli per giorni ed anche per qualche settimana e se desiderate che conservino un bel color giallo metteteli, appena fatti, ad asciugare nella caldana. Con questa dose ne farete poco meno di 300, e ci vorrà una sfoglia di tre uova.

Bologna è un gran castellazzo dove si fanno continue magnazze, diceva un tale che a quando a quando colà si recava a banchettare cogli amici. Nell’iperbole di questa sentenza c’è un fondo di vero, del quale, un filantropo che vagheggiasse di legare il suo nome a un’opera di beneficenza nuova in Italia, potrebbe giovarsi. Parlo di un Istituto culinario, ossia scuola di cucina a cui Bologna si presterebbe più di qualunque altra città pei suo grande consumo, per l’eccellenza dei cibi e pel modo di cucinarli. Nessuno apparentemente vuol dare importanza al mangiare, e la ragione è facile a comprendersi: ma poi, messa da parte l’ipocrisia, tutti si lagnano di un desinare cattivo o di una indigestione per cibi mal preparati. La nutrizione essendo il primo bisogno della vita, è cosa ragionevole l’occuparsene per soddisfarlo meno peggio che sia possibile.

Uno scrittore straniero dice: «La salute, la morale, le gioie della famiglia si collegano colla cucina, quindi sarebbe ottima cosa che ogni donna, popolana o signora, conoscesse un’arte che è feconda di benessere, di salute, di ricchezza e di pace alla famiglia»; e il nostro Lorenzo Stecchetti (Olindo Guerrini) in una conferenza tenuta all’Esposizione di Torino il 21 giugno 1884 diceva: «È necessario che cessi il pregiudizio che accusa di volgarità la cucina, poiché non è volgare quel che serve ad una voluttà intelligente ed elegante. Un produttore di vini che manipola l’uva e qualche volta il campeggio per cavarne una bevanda grata, è accarezzato, invidiato e fatto commendatore. Un cuoco che manipola anch’esso la materia prima per ottenerne un cibo piacevole, nonché onorato e stimato, non è nemmeno ammesso in anticamera. Bacco è figlio di Giove, Como (il Dio delle mense) di ignoti genitori. Eppure il savio dice: Dimmi quel che tu mangi e ti dirò chi sei. Eppure i popoli stessi hanno una indole loro, forte o vile, grande o miserabile, in gran parte dagli alimenti che usano. Non c’è dunque giustizia distributiva. Bisogna riabilitare la cucina».

Dico dunque che il mio Istituto dovrebbe servire per allevare delle giovani cuoche le quali, naturalmente più economiche degli uomini e di minore dispendio, troverebbero facile impiego e possederebbero un’arte, che portata nelle case borghesi, sarebbe un farmaco alle tante arrabbiature che spesso avvengono nelle famiglie a cagione di un pessimo desinare; e perché ciò non accada sento che una giudiziosa signora, di una città toscana, ha fatto ingrandire la sua troppo piccola cucina per aver più agio a divertirsi col mio libro alla mano.

Ho lasciato cader questa idea così in embrione ed informe; la raccatti altri, la svolga e ne faccia suo pro qualora creda l’opera meritoria. Io sono d’avviso che una simile istituzione ben diretta, accettante le ordinazioni dei privati e vendendo le pietanze già cucinate, si potrebbe impiantare, condurre e far prosperare con un capitale e con una spesa relativamente piccoli.

Se vorrete i tortellini anche più gentili aggiungete alla presente ricetta un mezzo petto di cappone cotto nel burro, un rosso d’uovo e la buona misura di tutto il resto.

BISCOTTI

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150gr di burro lasciato fuori dal frigo da un’ora
200 gr di zucchero
2 uova+un rosso
400gr di farina
1/2 bustina di lievito vanigliato
1 pizzico di sale

 PREPARAZIONE Amalgamare il burro fatto a pezzetti allo zucchero, fino a farlo diventare una crema, aggiungere 2 uova,mescolare bene la farina con il lievito e amalgamare il composto, impastare bene, farne una palla, avvolgerla con la pellicola e fare riposare in frigo per almeno mezz’ora; stendere con il mattarello ad uno spessore di 4/5 mm e ritagliare i biscotti con le apposite formine o un bicchiere di media circonferenza,spennellare con il rosso d’uovo  volendo cannella o zucchero di canna.

preriscaldare il forno a 160° e infornare per 12 minuti, poi spegnere .
lasciare raffreddare ma chiudere quando sono ancora tiepidi in una sctola di latta.

La cucina degli avanzi: spaghettini cinesi con pollo e verdure

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Avevo delle fettine di pollo, ho fatto delle scaloppine: infarinate e poi rosolate in olio e burro, o aggiunto sale pepe e limone (potete anche aggiungere invece del limone del vino bianco).me ne sono avanzate un paio: che fare?

Ingredienti: due fettine di pollo o maiale, aglio e scalogno, due zucchine e due carote tagliate a Julien, spaghettini di soia, olio sale pepe, soia dolce e soma normale, “cumino dei prati,”

Ho tagliato le due fettine di carne a striscioline abbastanza sottili ,poi aglio a fettine sottilissime ( ne ho messo solo mezzo) uno scalogno, ho tagliato a Julienne una carota e una zucchina (o due ) e ho rosolato il tutto in una larga padella con un po’ d’olio d’oliva.ho aggiunto la carne e mentre rosolava ho aggiunto della soia dolce e un po’ di soia normale, una spolverata di “ cumino dei prati”( È diverso dal normale cumino molto profumato sa vagamente di anice o finocchio),sale e pepe.a fine cottura ho messo gli spaghettini nell’acqua bollente ho spento atteso quattro minuti scolati e aggiunti nella padella, Li ho tirati qualche minuto sul fuoco e poi ho spento e… Voilá!,

La cucina degli avanzi

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Apriamo il frigo e troviamo avanzi di prosciutto crudo, nel freezer dei pisellini surgelati e dei funghi porcini (pochini realtà…) Cosa fare? Ma delle stupende tagliatelle

prosciutto funghi e piselli naturalmente!

La quantità degli ingredienti è un po’ pochina per cui la ricetta sarà per due persone:

ingredienti:

-Tagliatelle

Prosciutto crudo (possibilmente di Parma o San Daniele)

Pisellini surgelati

Funghi porcini surgelati

Uno scalogno

Sale pepe olio burro e parmigiano

Come si prepara:

Tagliamo il prosciutto che era già affettato a striscioline molto sottili

Affettiamo sottilmente lo scalogno

In una larga padella sciogliamo un pezzetto di burro con poco olio

Una volta che il burro inizia sfrigola aree, aggiungiamo lo scalogna

Poi dopo un paio di minuti,il prosciutto

 dopo un paio di minuti aggiungo anche i piselli surgelati e i funghi

Copro e lascio cuocere coperto

Nel frattempo ho messo a bollire l’acqua e poi le tagliatelle

Scolate le tagliatelle e messe nella padella,non ho messo sale nel condimento perché il prosciutto è già salato

Tiro le tagliatelle e impiatto

Macino sopra pepe e una grattugiata di parmigiano

E..voilá!

Colazione bugiarda

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Versione rivisitata della crème brulée di Alessandro Poggioli

Notevole la mise en place..

Per chi la volesse rifare:

Panna fresca:500 gr

Latte:125

Zucchero 130

Rossi d’uovo:8

7 piccoli contenitori in alluminio

Baccello di vaniglia ( i semi ) o vanillina

Scaldare il latte con la panna e la vaniglia, spegnere e unire alle uova sbattute con lo zucchero ( solo sbattute non montste)

Versare nei pirotttini e cuocere a bagnomaria nel forno a 170 gradi per un’ora

Cospargere con lo zucchero di canna e caramellarlo con l’apposito cannello

Mettere in frigo

Alessandro Poggioli 13 anni

Tenetelo d’occhio.. !!